La critica di Silvia Riva

In occasione della mostra personale di Cinzia Pedruzzi
Brembate Sotto (BG)

La strada dell’arte si apre a Cinzia Pedruzzi in giovane età.

Un cammino, il suo, che non segue il tradizionale percorso formativo del pittore, e ciò nondimeno, avvalorandosi negli anni con innato talento, enorme passione, tenacia coniugata e sensibilità, approda ad esiti alti.

All’inizio, il mondo pittorico è per lei quello veduto nelle altrui mostre, letto, stimato sui libri e ancora intimamente vissuto come attitudine e aspirazione.

I desideri genitoriali, tuttavia, la portano a discostarsi temporaneamente dall’ Arte, compiendo i suoi studi presso un istituto tecnico.

Il ricongiungimento con il proprio “sogno” avviene in modo fortuito, grazie all’incontro rivelatore con il maestro Ernesto Doneda, artista brembatese. Sarà questi che, con la sapienza di chi da una vita si dedica alla pittura, a svelarle un mondo attraente nel quale immergersi con entusiasmo.

Per dodici anni, Doneda sarà il suo mentore, colui che le insegnerà a dosare metodo e libertà espressiva, realtà e interpretazione. Attraverso questi anni preparatori, Cinzia giunge ad una personale cifra stilistica, dando tangibilità al bisogno di comunicare le emozioni emergenti dal proprio bagaglio esistenziale.

La sua produzione corrisponde al suo sguardo, teso a cogliere la preziosità di ciò che la circonda. Che si tratti del volto di una persona cara o di un elemento della natura, il soggetto è da lei considerato con il medesimo rispetto. Tutto, anche il fiore di campo, in apparenza semplice, è degno d’esser effigiato, purchè quel fiore abbia sollecitato in lei la sfera emozionale.

Emozionale, è proprio così che mi sentirei di definire la pittura di Cinzia Pedruzzi. Perchè “sento”, nell’osservare i suoi dipinti, piccoli o grandi non importa, che quella cura del dettaglio morfologico e cromatico, è molto più, o meglio, è non soltanto la registrazione esatta del dato percepibile, ma l’immagine simmetrica di qualcosa che sfugge alla descrizione, eppure pulsa, vibra, commuove.

Silvia Riva